Anche la maggioranza ha i suoi diritti

Non siamo tutti eguali, anzi siamo tutti diversi. Voler mascherare le differenze, anche solo attraverso l’uso delle parole, significa voler nascondere la realtà per altri fini. Detto questo, mi meraviglia assai, per non dire che mi turba, il fatto che chi detiene la delega comunale alle politiche contro le discriminazioni faccia opera di omologazione per nascondere una realtà che è diversa. Io sono fiero di essere papà e nonno e desidero essere chiamato così, non in forma generica.

Sicuramente la mia visione della persona e della famiglia è molto diversa da quella di chi avanza queste proposte, ma il diritto e il rispetto per le minoranze (dovere sacrosanto per tutti), impone che anche la maggioranza sia rispettata e salvaguardata nei suoi diritti e nei suoi valori sanciti anche dalla Costituzione. Due uomini o due donne potranno anche far crescere bene un bambino, ma è sull’insegnamento della differenza uomo-donna che potrebbero trasmettergli che avanzo seri dubbi.

In questo modo di operare, nel nome del rispetto del “diverso”, mi sembra si celi, in maniera non proprio velata, un progetto di vita e di società che tende a sradicare i valori in cui crede gran parte delle nostre famiglie. Scrivere “Genitore 1 e Genitore 2” invece di padre e madre può sembrare un disquisire lessicale (ma sulle deleghe al posto di nonno e nonna cosa si scriverà: Avo 1 e Avo 2 o Anziano 1 e Anziano 2 ?) di poca importanza, ma sotto ci sta un progetto che partendo da piccoli atti, magari per qualcuno irrilevanti o anche giusti, non tiene in considerazione la visione antropologica dell’uomo e della famiglia, fondata sulla diversità uomo-donna, ma anzi mira a scalzarlo.

La Scuola dell’Infanzia e il Nido integrato, di ispirazione cattolica, in cui presto il mio servizio, accoglie bambini e bambine provenienti da famiglie sposate in chiesa col sacramento del matrimonio, da famiglie sposate civilmente, da coppie che convivono, da coppie ricostituite dopo il fallimento del loro matrimonio …, perché questa è la variegata realtà di oggi, ma da nessuno è mai arrivata la richiesta di non valorizzare l’importanza della figura paterna e materna, anzi! Ricordo come nella vita della nostra famiglia siano entrati molti bambini/e e ragazzi/e, ospitati in varie forme di affido temporaneo; hanno camminato con noi per periodi più o meno lunghi, non perché eravamo più bravi di altri, ma semplicemente perché avevano bisogno di incontrare un papà e una mamma che li aiutassero a scoprire, o riscoprire, figure e ruoli genitoriali necessari per la loro crescita.

Gastone Fusaro