Campo Adulti Vittorio Veneto

Che cosa sia un campo scuola per adulti e famiglie, credo si possa anche immaginare. Che lo scopo sia la formazione umana e spirituale della persona e che questa avvenga in un contesto di comunità che vuole essere espressione di fraternità, forse è abbastanza noto. Che chi acconsente di parteciparvi sappia che è richiesto un minimo di impegno, sebbene in un contesto vacanziero,anche questo fa parte del tutto.
Forse quello che differenzia maggiormente un campo da un altro è la scelta del tema.
Noi, adulti di Azione Cattolica della diocesi di Vittorio Veneto, abbiamo scelto: Corresponsabili per la missione. Il perché è presto detto. E’ il titolo degli Orientamenti e iniziative pastorali redatto dal vescovo Corrado Pizziolo e abbiamo voluto farlo nostro.
Siamo arrivati ad un momento molto delicato del nostro cammino come Chiesa diocesana, quello del passaggio da un anno di Convegno ecclesiale dal titolo Abita la terra e vivi con fede, in cui si è fatta una operazione di discernimento sinodale che ha coinvolto alcune migliaia di persone, verso l’inizio della visita pastorale del vescovo.
Quando dalla teoria si passa alla pratica, vi è sempre un momento che richiede particolare cura, perché dal modo in cui si danno le direttive si può già intravedere l’aspetto innovativo che mira ad una adesione con la realtà dei segni del nostro tempo.
Così abbiamo pregato in giugno nella nostra Cattedrale con il vescovo: Il tuo Spirito infonda in noi anche il coraggio del nuovo, l’audacia di percorrere sentieri inesplorati, fino al punto di spendere ogni energia, di intelligenza, di cuore e di volontà, perché altri possano condividere con noi la gioia di crescere nella vita buona del Vangelo.
Condividere una crescita non è facile perché per condividere tutti devono essere motivati a mettere la propria parte, per crescere occorre orientarci verso un fine comune, che è quello di conformarci il più possibile a Cristo, e per farlo con gioia, l’aspetto più impegnativo e meno scontato, dobbiamo aumentare il nostro grado di fiducia e stima reciproca che sono il collante di legami di comunione.
Al campo abbiamo fatto riferimento ad Abramo, padre della fede, a Tommaso, l’incredulo, per riflettere sul significato del dubbio e sul peso delle nostre incredulità. Abbiamo visto come Pietro e Paolo, Giuseppe e Maria, siano espressioni di modalità diverse di fede vissuta, tutte ugualmente preziose per la costruzione della Chiesa, Corpo di Cristo.
Collateralmente abbiamo cercato un “esci dalla tua terra” che coniugasse la fede con la vita, la fede con la responsabilità di una coerenza fattiva e concreta che cercasse di incidere sul volto della nostra società e cultura.
Infine ci siamo soffermati sul significato di termini come corresponsabilità e missione per cercare di unificare il senso dal punto di vista semantico dandone un valore, un peso di concretezza; anche attraverso una lettura storica, in cui il Concilio Vaticano II ha fatto un po’ da spartiacque.
Abbiamo cercato di utilizzare questi giorni per prepararci ad un nuovo anno pastorale che ci vuole ancora a fianco del vescovo e della Chiesa, popolo di Dio. Per essere motivati e significativi con la nostra presenza, per essere fermento, per essere operatori di pace nella comunione.
Ma soprattutto per ricordare che siamo servi, servi che non perseguono una utilità propria, ma solo quella del Regno; che gratuitamente hanno ricevuto e gratuitamente vogliono dare; che vogliono rischiare facendo e dando fiducia affinché niente di ciò che agli occhi di Dio è prezioso vada perduto o trascurato, ossia l’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza.
Siamo tornati alle nostre case sereni e nuovamente appassionati al voler “testimoniare l’Amore di Dio per l’uomo, rinnovati dall’incontro personale con Lui”, come ci ha raccomandato il Papa ad Aquileia. Non sarà una strada in discesa, ma confidiamo di incontrare compagni di viaggio per sostenerci a vicenda nelle nostre fragilità come pietre vive di un unico Tempio.

Emanuela
Vice Presidenti Adulti Vittorio Veneto

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