Il sogno si fa vita nell’essere e diventare adulti - Modulo Giovani Adulti

Ritrovarsi in Azione Cattolica è sempre molto bello, clima familiare, aperto a tutte le realtà senza discriminazioni d’età e di carica, un vero essere fratelli in Cristo Gesù. Con questo stile ho vissuto il modulo adulti del 14-16 settembre scorso a   San Felice Circeo (Lt) con a tema :” Il sogno si fa vita” nell’essere e diventare adulti . Abbiamo iniziato l’incontro con il brano di Geremia, dove il Signore si serve del giovane profeta per salvare dai nemici il suo popolo. Infondendo in lui coraggio e fiducia ha dovuto tuttavia spronarlo ad affidarsi in Colui che tutto può.

I passaggi non sono automatici per crescere ma l’esperienza insegna come farli e con l’aiuto del Signore e di chi ci sta accanto le cose diventano da insormontabili, sicuramente accessibili. Ed ecco allora la raccolta di esperienze belle rilette da alcuni amici delle varie realtà diocesane di AC .Le fatiche riportate ma anche le gioie sopraggiunte dopo un percorso di fede, alla fine premiano. Giampiero Dalla Zuanna ci ha fatto un escursus sul diventare adulti e sull’essere coppia da ieri ad oggi, mostrandoci le diversità di relazione nel matrimonio.
Una volta si diceva :” ci siamo sposati e quindi dobbiamo volerci bene” per poi passare a: “Ci vogliamo bene e quindi ci sposiamo “. Adesso si dice :”Ci vogliamo bene , perché sposarci ?”

E quindi al valore della famiglia italiana che agisce nel mutuo soccorso tra figli e genitori e genitori e figli ed in mezzo ci stanno i nipoti spesso accuditi dai nonni.

Il teologo monsignor Giuseppe Lorizio  ha messo in evidenza un percorso in cui la fede non miracolistica bensì argomentata accompagnata dal dialogo e la motivazione del suo essere sono fondamentali . I cristiani dovrebbero pretendere ed attivare percorsi teologici perché l’infantilismo della fede oggi si chiama fondamentalismo. Inoltre una fede scontata non è una fede adulta .La stessa scrittura  ci dice nella lettera agli Ebrei che : “Gesù Imparò l’obbedienza dalle cose che patì”!

Dalla sintesi finale dei vicepresidenti nazionali emerge che vi è nell’uomo un bisogno evidente di spiritualità che va coniugato con il verbo stabilità, da contraddistinguere al termine staticità, quest’ultimo non dovrebbe appartenerci come adulti di Azione Cattolica. Quindi non si devono creare isole felici ma cercare di essere radicati nel tessuto del territorio allargando gli orizzonti e cercando che il gruppo non diventi un’esperienza esaustiva. Dalla relazione fondamentale con Dio cerchiamo di maturare la capacità di prenderci cura degli altri.

Maurizio Lazzarin, Concordia-Pordenone

 

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