La Delegazione incontra il Card. Marco Cè

Il giorno 9 settembre la Delegazione Regionale di AC del Triveneto si è recata dall’Emerito Patriarca di Venezia Marco Cè per un momento di approfondimento sul tema della formazione del laico.
Il Cardinale iniziando l’incontro con le parole di Sant’Agostino “Io sono cristiano come voi e in quanto vescovo sono al vostro servizio” ci ha ricordato che, in quanto cristiani, ognuno di noi è al servizio della comunità secondo il proprio ministero e le proprie modalità e ciò che ci qualifica è la il nostro essere cristiani.

Sua Eminenza ha evidenziato che per un laico cristiano c’è il rischio di pensare al problema del tempo da dedicare alla preghiera e alla formazione ma, ricordando anche quanto scritto da Benedetto XVI nel documento ‘Deus Caritas Est’, ci ha spiegato che il cuore della vita dello Spirito è l’incontro con un uomo, Gesù di Nazareth, che va ben oltre un semplice modello da seguire. Facendo riferimento all’immagine di San Paolo del corpo e delle membra, dove vi è un valore intrinseco tra il capo ed il resto delle membra, ci ha spiegato che c’è un’unità vitale tra l’uomo e Cristo, partecipativi della sua vita a tal punto da poterlo chiamare con l’appellativo di Papà. Ha proseguito poi con l’immagine della vite e i tralci dove c’è un’unità vitale tale che se si taglia un ramo questo secca, mentre se rimane attaccato all’albero da frutti, così noi siamo partecipativi del mistero di Cristo a partire dal Battesimo e ci nutriamo dell’Eucarestia per camminare sulla strada tracciata dal suo cammino di vita terrena riportato nel Vangelo. Ecco allora che la vita di Cristo diventa la nostra strada. Se il rapporto con Cristo è forte, tale sarà anche la modalità dell’incontro con Lui espresso nella preghiera e nei messaggi quotidiani che Gli rivolgiamo, certamente il laico avrà modalità diverse di avvicinamento alla preghiera, ma tutti siamo chiamati a nutrirci del Suo Corpo Eucaristico. L’Eucarestia non è un rito e non possiamo giocarcela sul: ”ho o non ho tempo” perché per un amico il tempo lo si trova sempre e Gesù dovrebbe essere l’amico più grande. Certamente Eucarestia e Parola vanno di pari passo, le due infatti procedono l’una accanto all’altra, mi nutro di Lui perché lo conosco e voglio seguire i suoi passi. L’Azione Cattolica deve avere a cuore tutto questo come servizio alla chiesa , del resto la sua storia è una storia di santità e ci riportava il messaggio del Papa nella catechesi sulla preghiera del 30 agosto scorso:“ La vita cristiana esige il criterio della fedeltà quotidiana al vangelo, il coraggio di lasciare che il criterio cresca in noi secondo la  vita del vangelo e che  sia Cristo ad orientare il nostro  pensiero e le nostre azioni, ma questo avviene solo se il rapporto con Dio è solido. La preghiera non è tempo perso,  non è rubare spazio alle attività, anche quelle apostoliche . Solo se siamo capaci di vivere una vita di fede fedele costante e fiduciosa, sarà Dio stesso a darci la  capacità e la  forza di vivere in modo felice e sereno, di superare le difficoltà  e testimoniare con fedeltà e coraggio”.
Concludendo l’incontro Marco Cè ci ha ricordato che il fare è necessario perché apre il mondo a Dio ma il fare va radicato nell’essere, se esercito bene la mia professione è il Regno che viene radicato nella fede. Infine ha incoraggiato l’Azione Cattolica a farsi carico della formazione permanente alla vita di preghiera del laico cristiano.

Nella
Incaricata Regionale Adulti

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